Comano : 118 NO alla nuova antenna Swisscom sopra la RSI

Sono 118 le firme, raccolte in soli cinque giorni, dei cittadini che si oppongono alla nuova Antenna 5G sopra la RSI.

10 anni fa il Gruppo Cittadini Comano e Cureglia con 1102 firme ha richiesto lo smantellamento dell’antenna 4G sopra il tetto RSI, a causa di gravi problemi di Salute sopravvenuti a cittadini che abitano nelle immediate vicinanze dell’Antenna, problemi gravi riscontrati subito dopo la messa in funzione dell’Antenna 4G Swisscom (ottobre 2014).

Il GCCC ha contestato da subito 2 fatti:
l’antenna 4G è troppo potente e troppo vicina alla Popolazione.

Non potendo più agire per via legale, licenza edilizia concessa, la RSI su pressione del GCCC ha inviato nel 2017 regolare disdetta cautelativa del contratto alla Swisscom, termine contratto il 31 dicembre 2023.

Pertanto il Comune di Comano e la Swisscom si sarebbero dovuti impegnare da subito per trovare una o piu nuove ubicazioni in zona abitativa (con una o piu Antenne meno potenti) o fuori zona abitativa; in modo da tutelare in entrambi i casi l’intera popolazione.

Tutte le promesse sono state disattese, ora viene proposto alla cittadinanza di spostare l’Antenna dal tetto della RSI (lo stabile deve essere risanato e l’Antenna messa fuori servizio), posizionandola in modo “provvisorio” o “quasi definitivo” sul camino RSI e potenziandola introducendo il 5G.

Questa nuova modifica dell’antenna aumenta ulteriormente le emissioni elettromagnetiche e sposta l’Antenna ancora più a ridosso delle abitazioni di Via Centro TV e dell’Asilo Nido RSI che ospita i figli dei dipendenti RSI. Precisiamo che il Gestore Rete per tutto il Gruppo SRG in Svizzera e dunque anche per RSI Comano è la Sunrise. Pertanto la nuova antenna Swisscom non serve alla RSI.

Deploriamo:

  • la mancanza di responsabilità e di buona volontà del Municipio, di Swisscom e RSI nel voler trovare una adeguata soluzione nei 10 anni avuti a loro disposizione;
  • la mancanza di democrazia, di correttezza e la palese malafede dimostrata da queste tre istituzioni durante la serata informativa dell’11 gennaio 2023 indetta per la popolazione, dove è stato proibito tassativamente di parlare di problemi di salute, di elettrosmog e di tecnologia 5G.

Ricordiamo che:

  • il Consiglio Federale ha deciso la digitalizzazione della Svizzera nel 2018 senza alcun dibattito politico e popolare.
  • in data 2019 il Consiglio Federale ha demandato ai gestori delle telefonie mobili di stabilire i metodi di attuazione e verifica perché si riteneva incompetente in materia, le industrie private decidono gli interventi da fare, come farli e quando, in questo campo possiamo dire di avere un governo fantoccio.

Gli enti preposti ICNIRP, OMS e UFAM non prendono in considerazione gli effetti biologici delle onde elettromagnetiche e basano le loro tesi scientifiche su test fatti su un manichino di plastica contenente gel proteico, verificando in quanto tempo lo stesso si surriscalda di 1°C. 

Diciamo che forse il corpo umano e il suo funzionamento anche a uno scalpellino può risultare diverso. Secondo l’Ufficio Federale dell’Ambiente (UFAM Umweltpanel 2020, Fünfte Erhebungswelle: 5G), il 10.6% della popolazione svizzera è elettrosensibile. Nel 2008 era il 5% della popolazione svizzera.

Ci sono migliaia di studi di ricercatori e scienziati indipendenti che confermano effetti biologici (non termici) delle onde elettromagnetiche nelle persone, negli animali e nelle piante ed è inammissibile che tutto ciò sia occultato e sottaciuto.

La legge di mercato che si avvale dei bisogni indotti, il potere economico con tutto il suo corollario di asserviti, non possono e non devono venire prima della Principio di Precauzione e della salvaguardia della Salute della Popolazione.

Per il gruppo degli opponenti
M.I.

laRegione – 25.01.24 – ‘No all’antenna 5G sopra alla Rsi a Comano’