Serata informativa al Fevi di Locarno

La 5a generazione di telefonia mobile aumenta l’esposizione alle radiazioni

Il 29 gennaio 2018 le Commissioni dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati svizzero hanno consigliato di innalzare i valori limite per la telefonia mobile. Così si dovrebbe impedire un supposto collasso delle reti di telefonia mobile, visto che la sollecitazione dell’infrastruttura delle reti sarebbe cresciuta fortemente. Sarebbe importante mantenere concorrenziale l’economia locale rispetto all’UE. Oltre a ciò si dovrebbero anche creare le condizioni necessarie per l’introduzione del 5G.

Il 5G viene definito come nuova rete mobile, in grado di connettere tutto a internet: p.es. veicoli con veicoli e un sistema di gestione del traffico, un pulsometro con lo studio medico, la pattumiera con i servizi di raccolta rifiuti, ecc.

Per il 5G la banda di frequenza della radiazione elettromagnetica nell’ambito delle microonde su cui si punta, varia tra 6 e 100 Gigahertz. Dato che le microonde, a differenza delle onde radio, vengono ostacolate già solo da vetro, pioggia e alberi, per la tecnologia 5G ci vorrebbero delle antenne ogni paio di centinaia di metri. Di conseguenza si innalzerebbe in modo duraturo e ovunque l’esposizione alle radiazioni.

Così il 12 dicembre 2017 è arrivato il seguente appello ai Paesi dell’UE: “Noi, oltre 180 scienziati e medici da oltre 36 Paesi, consigliamo una moratoria dell’ampliamento alla quinta generazione per la telecomunicazione, finché i potenziali pericoli per la salute umana e l’ambiente saranno completamente ricercati da scienziati indipendenti dall’industria. Il 5G aumenterà fortemente l’esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza. (…) È dimostrato che i campi elettromagnetici ad alta frequenza sono dannosi per l’uomo e l’ambiente.” Nonostante questo appello non è cambiato nulla nella strategia dell’ampliamento del 5G.

Fino ad oggi scarseggiano i risultati di ricerche in merito agli effetti della radiazione della telefonia mobile nello spettro di frequenze del 5G per la salute di uomo e natura. È noto però che nello spettro del 5G l’intera energia radiativa viene assorbita dalla pelle a motivo della cortezza delle onde che varia tra 5cm e 3mm. Uno studio dell’Università ebraica di Gerusalemme che è stato presentato internazionalmente, mostra che le 2-4 milioni di ghiandole sudoripare presenti nella pelle, reagiscono a questa radiazione a onde corte come delle antenne e vengono praticamente “cotte”. Ciò dovrebbe farci preoccupare, dato che la pelle è il più grande organo del corpo umano e tra l’altro è coinvolta nella regolazione del sistema immunitario. Il pubblico non è a conoscenza del fatto che gli effetti nocivi delle radiazioni dei telefoni cellulari sull’uomo e sugli animali sono stati scientificamente dimostrati ben prima della prevista introduzione del 5G. Come mostra il seguente esempio, il settore della telefonia mobile lo sa da tempo: nel 1999, l’operatore T-Mobile ha incaricato l’Istituto Ecolog di Hannover di analizzare lo stato delle conoscenze sugli effetti delle comunicazioni mobili sulla salute dell’uomo e degli animali. L’analisi degli studi disponibili mostrò tra l’altro un effetto cancerogeno dei campi elettromagnetici ad alta frequenza sui gruppi di popolazione e sugli animali più esposti. Negli esperimenti condotti su colture cellulari è stato possibile rilevare danni diretti al materiale genetico. Nel maggio del 2000 l’analisi fu completata dall’istituto e consegnata al cliente T-Mobile. Il quale comunque non l’ha reso pubblico, ma ha cercato di mantenere questo segreto fino ad oggi.

Nonostante questi fatti noti, l’industria delle comunicazioni mobili ha deciso di tacere pubblicamente sulla nocività delle comunicazioni senza fili per gli esseri umani e gli animali. Anche sempre più politici sembrano dare maggior priorità all’ampliamento del 5G e al profitto del settore piuttosto che alla protezione della salute della popolazione.